Incentivo all'autoimpiego: forniti chiarimenti sui controlli preventivi

Illustrato il beneficio per i disoccupati di età inferiore ai 35 anni che hanno avviato, tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, un’attività imprenditoriale in settori strategici (INPS, comunicato 20 ottobre 2026).
A seguito della segnalazione da parte della stampa di alcune criticità nell'applicazione dell'Incentivo all'autoimpiego previsto dal Decreto coesione (articolo 21, comma 3 del D.L. n. 60/2024, convertito dalla Legge 95/2024), l'INPS ha fornito alcuni chiarimenti utili a ricostruire correttamente il quadro normativo e lo stato delle attività.
Come noto, il beneficio riguarda i soggetti disoccupati di età inferiore a 35 anni che, tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, avviano in Italia un’attività imprenditoriale nei settori strategici delle nuove tecnologie e della transizione digitale ed ecologica.
Infatti, il controllo preventivo assume particolare rilievo, poiché consente di accertare, prima dell’erogazione, l’effettiva sussistenza dello stato di disoccupazione e degli altri requisiti previsti, assicurando la correttezza dei pagamenti e prevenendo l’erogazione di somme non spettanti e il successivo avvio di procedure di recupero degli indebiti,
Lo stato occupazionale del richiedente alla data di avvio dell’attività imprenditoriale, ad esempio, è attestato mediante dichiarazione sostitutiva resa dall’interessato al momento della domanda: l’INPS verifica tale requisito nel corso dell’istruttoria consultando la banca dati resa disponibile dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, unico soggetto competente a certificare lo stato di disoccupazione. A seguito delle incongruenze segnalate dai richiedenti in merito allo stato di disoccupazione, i funzionari incaricati dei riesami hanno esaminato le singole posizioni e individuato quelle corredate da documentazione idonea a comprovare il requisito. Tali casi sono stati sottoposti alla necessaria valutazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Per quanto riguarda le informazioni ricavate dalle banche dati dell’Istituto, i funzionari stanno inoltre riesaminando, caso per caso, le posizioni per le quali è necessario rivalutare i requisiti. L’obiettivo è verificare puntualmente le difformità segnalate in sede di riesame e procedere progressivamente all’accoglimento delle domande che superano positivamente i controlli. Man mano che vengono acquisite le informazioni mancanti e confermata la sussistenza di tutti i requisiti, compreso il Documento unico di regolarità contributiva (DURC), l’Istituto dispone il pagamento delle somme spettanti.
Con riferimento, infine, alle criticità e ai dubbi relativi alle spese ammissibili, oggetto di controllo da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in qualità di Autorità di gestione della misura individuata dalla Commissione europea, l’INPS informa che sono disponibili specifiche FAQ.