Lavoro penitenziario: il governo vara il nuovo regolamento

L’intervento si inserisce nell’ambito della funzione risocializzante della pena (Presidenza del Consiglio dei ministri, comunicato 4 giugno 2026, n. 176).
Nella seduta del Consiglio dei ministri del 4 giugno scorso è stato approvato in esame preliminare, tra gli altri provvedimenti, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce modifiche al D.P.R. n. 230/2000, in materia di organizzazione del lavoro dei soggetti sottoposti a trattamento penitenziario.
Il provvedimento si inserisce nell’ambito della funzione risocializzante della pena, prevista dall’articolo 27 della Costituzione, e persegue una duplice finalità: da un lato ampliare e diversificare le opportunità lavorative e di formazione professionale offerte ai detenuti; dall’altro rafforzare il raccordo tra l’amministrazione penitenziaria, il mercato del lavoro esterno e i soggetti pubblici, privati e del terzo settore coinvolti nell’organizzazione delle lavorazioni penitenziarie.
In particolare, il decreto interviene su cinque profili distinti: la disciplina dei corsi di formazione professionale; la promozione attiva delle occasioni di lavoro; la disciplina delle convenzioni per l’inserimento lavorativo dei detenuti e degli internati; la riformulazione del superato obbligo del lavoro per i condannati e i sottoposti a talune misure di sicurezza; l’ampliamento delle forme di attività individuale ammesse.