In Gazzetta Ufficiale in nuovo decreto sulla parità di genere e la trasparenza retributiva

Il provvedimento attua la Direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023 (D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96).
Il D.Lgs. n. 96/2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1° giugno scorso ed entrerà in vigore il 7 giugno 2026. Il provvedimento attua la Direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione.
Il decreto tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari e dal Garante per la protezione dei dati personali.
In particolare, le nuove disposizioni si applicano sia ai datori di lavoro del settore privato, sia a quelli del comparto pubblico prendendo come riferimento per la determinazione e classificazione retributiva i contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).
Per quanto riguarda la trasparenza retributiva, ai candidati a un impiego devono essere fornite indicazioni in ordine alla retribuzione iniziale o alla relativa fascia da attribuire alla posizione, sulla base di criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere e alle pertinenti disposizioni del contratto collettivo applicato dal datore di lavoro in relazione alla posizione. Tali informazioni debbono essere fornite negli avvisi e nei bandi con cui vengono rese note le opportunità di lavoro.
Alle violazioni dei diritti definiti dal D.Lgs. n. 96/2026 vengono applicate le disposizioni di cui al libro III, titolo I, capo III del
Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al D.Lgs. n. 198/2006 I mezzi di tutela in questione possono essere attivati anche dai rappresentanti dei lavoratori, dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni che, per statuto o atto costitutivo, hanno un legittimo interesse a garantire la parità tra uomini e donne, su specifica delega.
Infine, per l'attuazione delle misure previste dal decreto in commento è istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un organismo incaricato del monitoraggio e della promozione delle medesime.