Il Decreto lavoro 2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Il provvedimento introduce incentivi all'occupazione, le norme sul salario giusto e per la prevenzione, sul contrasto del caporalato digitale e sul rinnovo dei CCNL (D.L. 30 aprile 2026, n. 62).
Il Decreto lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 aprile. Il provvedimento, entrato in vigore il 1° maggio 2026, introduce nuove misure dedicate al salario giusto, alla promozione dell’occupazione, al rinnovo dei contratti nazionali di lavoro (CCNL) e per il contrasto del fenomeno del caporalato digitale.
Salario giusto
La contrattazione collettiva viene indicata come strumento per la determinazione del salario giusto, con esplicito riferimento ai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
In sostanza, viene garantita ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai CCNL, contrastando il dumping.
Bonus per l'assunzione di donne, giovani e per le ZES
Il D.L. n. 62/2026 stanzia 934 milioni di euro destinati all’assunzione a tempo indeterminato, entro il 31 dicembre 2026, di giovani e donne disoccupati di lungo periodo e di persone con oltre 35 anni nelle aree ZES, oltre a introdurre una decontribuzione totale per le trasformazioni di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato (articoli da 1 a 6).
In particolare sono quattro le tipologie di incentivi: bonus assunzione donne 2026; bonus assunzione giovani 2026; bonus stabilizzazione giovani 2026; bonus assunzioni ZES 2026.
Inoltre, viene introdotto uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.
Disciplina dei rinnovi contrattuali
Il nuovo decreto stabilisce che siano le stesse parti sociali a disciplinare, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo, assumendo la data di scadenza naturale del contratto previgente come riferimento per assicurare la continuità della tutela economica. Nel caso in cui il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).
Lotta al caporalato digitale
Il decreto, inoltre, introduce misure specifiche per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, attraverso: la verifica dell’identità digitale del lavoratore e il diritto alla trasparenza algoritmica.
Infine, viene prevista la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026.