Fine rapporto di lavoro: possibile l'accesso alle proprie mail da parte del dipendente

Sanzionata una compagnia assicurativa per un importo di 50.000 euro (Garante per la protezione dei dati personali, nota 15 aprile 2026, n. 546).

L'Autorità garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di 50.000 euro a una compagnia assicurativa, ordinando inoltre di consentire l’accesso integrale ai dati richiesti dal lavoratore e di adeguare informative e policy interne alla normativa privacy. Infatti, il dipendente può accedere ai messaggi del proprio account email aziendale e ai documenti presenti nel pc dopo la fine del rapporto di lavoro. Eventuali limitazioni devono essere motivate da specifiche e comprovate ragioni, come la tutela di segreti aziendali.

È quanto afferma il Garante per la privacy accogliendo il reclamo di un ex dipendente di una compagnia assicurativa, che aveva chiesto copia dei messaggi della propria casella di posta elettronica aziendale e dei documenti salvati nel pc. La società aveva effettuato un accesso alla posta elettronica dell’ex dipendente e, dopo averne esaminato il contenuto, aveva fornito esclusivamente i messaggi ritenuti “strettamente personali”, escludendo quelli legati all’attività lavorativa.

Secondo l'Autorità, il diritto di accesso riguarda tutti i dati personali, comprese le comunicazioni intercorse tramite un account aziendale individualizzato. Non è quindi legittimo selezionare preventivamente i contenuti da fornire né limitarli o oscurarli sulla base della distinzione tra ambito personale e professionale.

L’Autorità ha inoltre rilevato criticità nella gestione dei dati, in particolare per la mancanza di trasparenza nelle informative e per i tempi di conservazione delle email (5 anni) e dei dati di navigazione (12 mesi), ritenuti non proporzionati rispetto alle finalità dichiarate.