CCNL Salute, Sanità e Cura - Confcommercio: al via la mobilitazione di settore

La Fisascat-Cisl ha chiesto al Ministero del Lavoro l'attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione

Dopo mesi di trattative bloccate, la Fisascat Cisl ha proclamato lo stato di agitazione per le oltre 4.100 lavoratrici e lavoratori del terzo settore socio-sanitario assistenziale e delle cure post-intensive, ai quali si applica il contratto nazionale Salute, Sanità e Cura Confcommercio. La decisione è arrivata dopo che la controparte datoriale ha proposto di allungare ulteriormente i tempi del rinnovo e di spostare il confronto verso ambiti legati alla sanità privata, un'impostazione giudicata incompatibile con la priorità di rinnovare il contratto vigente.

La vertenza affonda le radici nel giugno 2024, quando la piattaforma rivendicativa era stata trasmessa alla controparte. Due mesi dopo, nell'agosto dello stesso anno, le parti avevano sottoscritto un avviso comune con l'impegno a definire in tempi rapidi il rinnovo contrattuale. Quell'impegno, tuttavia, non ha trovato riscontro: nei mesi successivi le trattative hanno subito un progressivo rallentamento fino all'attuale punto morto. Al centro delle rivendicazioni sindacali figurano il recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione, il superamento degli istituti contrattuali che alimentano precarietà e instabilità, e una piena valorizzazione delle professionalità impegnate nei servizi sociosanitari. 

In risposta allo stallo, la Fisascat-Cisl ha chiesto al Ministero del Lavoro l'attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione. Il tavolo è già convocato per il 10 aprile. Per il sindacato, il rinnovo del contratto rimane una priorità assoluta, anche per contrastare il dumping contrattuale e garantire certezza normativa ed economica a un settore strategico per il welfare nazionale. 

Se il tentativo di conciliazione non dovesse produrre risultati concreti, la Fisascat si riserva di ricorrere a ogni ulteriore iniziativa sindacale, inclusa l'eventuale proclamazione di azioni di sciopero nel rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali. Intanto, per martedì 14 aprile è già convocato il coordinamento delle strutture territoriali e dei delegati Fisascat Cisl per una valutazione condivisa dello stato della vertenza.