Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 ottobre 2017, n. 24522

Tributi - Imposta di registro - Atto di compravendita immobiliare - Contenzioso tributario - Procedimento - Notifica dell’appello a mezzo posta raccomandata - Mancato deposito ricevuta di spedizione - Inammissibilità del ricorso - Esclusione

 

Fatti di causa

 

L'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti della Società Agricola Z. di De V. M. L. e Figli snc (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia Sezione staccata di Catania n. 3203/34/2015, depositata in data 15/07/2015, con la quale - in controversia concernente l’impugnazione di avviso di liquidazione di maggiore imposta di Registro dovuta in relazione ad un atto di compravendita immobiliare del 2008 - è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente.

In particolare, i giudici d'appello hanno dichiarato inammissibile, ai sensi degli artt. 53, comma 2, e 22 d.lgs. 546/1992, il gravame dell'Agenzia delle Entrate, per omesso deposito, nel termine di legge, della ricevuta di spedizione, eseguita per posta raccomandata.

A seguito di deposito di proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l'adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti; il Collegio ha disposto la redazione della ordinanza con motivazione semplificata.

 

Ragioni della decisione

 

1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 n. 4 c.p.c., degli artt.53, comma 2, e 22, comma 1, del d.lgs. 546/1992, avendo i giudici della C.T.R. errato nel ritenere necessario, a pena di inammissibilità dell'appello, il deposito della ricevuta della spedizione postale dell'atto, al fini della verifica della tempestività sia dell'impugnazione, sia della costituzione in giudizio dell'appellante, laddove, invece, da un lato, il termine di trenta giorni ivi previsto, per la costituzione, deve farsi decorrere, anche in caso di notificazione a mezzo dei servizio postale e non tramite ufficiale giudiziario, dalla data di ricezione del ricorso, e, dall'altro lato, è di norma idoneo ad assolvere alle funzioni proprie dell'avviso di spedizione (data di spedizione, per quanto interessa) l'avviso di ricevimento del plico.

2. La censura è fondata.

Questa Corte a Sezioni Unite, nelle recenti sentenze nn, 13452 e 13453 del 2017, ha affermato, con riguardo alla notificazione dell'appello, nel processo tributario, a mezzo dei servizio posta;e, che: 1) "il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio dei ricorrente e dell'appellante, che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione dei plico da parte dei destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione)"; 2) "non costituisce motivo d'inammissibilità del ricorso o dell'appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo deI servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l'appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalia ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l'avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell'avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall'ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datano, solo in tal caso, essendo l'avviso di ricevimento idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull'avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell'appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall'agente postale come avvenuta entro li termine di decadenza per l'impugnazione dell'atto o della sentenza".

In particolare, nella controversia definita con la pronuncia n. 13452/2017, la Corte ha rilevato che, sebbene gli avvisi di ricevimento prodotti dall'appellante, recanti "data di spedizione semplicemente manoscritta e non asseverata dall'Ufficio postale", sarebbero stati "di per se stessi non idonei ad assolvere la medesima funzione probatoria, ai fini del riscontro della tempestività degli appelli, che la legge assegna alle ricevute di spedizione non prodotte dal fisco", la tempestività degli appelli riuniti non poteva neppure venire in discussione, emergendo la stessa, comunque, dalia ricezione delle raccomandate postali, avvenuta entro il termine di legge dell'art.327 c.p.c., con la conseguente certezza della tempestiva (anteriore) consegna del plico all'Ufficio postale da parte del notificante per l'inoltro al destinatario (c.d "prova di resistenza"). La decisione della C.T.R. non risulta pertanto conforme ai suddetti principi di diritto, essendosi fermata al rilievo, ritenuto preliminare ed assorbente, del mancato deposito della ricevuta di spedizione della raccomandata postale.

3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del ricorso, va cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. della Sicilia, in diversa composizione. Il giudice del rinvio provvederà alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

 

P.Q.M.

 

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. della Sicilia in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.